01
Un sacerdote e un calice
L’Arcidiocesi di Zagabria racconta una messa a Ludbreg nel 1411. Secondo la tradizione locale, un sacerdote dubitò della Presenza reale e poi vide quello che sembrava sangue fresco nel calice. Mise da parte il calice e terminò la messa. È una tradizione devozionale storica narrata in un testo arcidiocesano successivo; l’osservazione del sacerdote non è un risultato di laboratorio né un documento contemporaneo riprodotto qui.
02
Un’indagine riferita a Roma
Il resoconto arcidiocesano dice che papa Giulio II inviò rappresentanti a indagare, ascoltare testimoni ed esaminare notizie di guarigioni associate alla reliquia. Nomina il rappresentante pontificio e alcuni partecipanti locali. Secondo l’arcidiocesi, Giulio morì prima di concludere la questione e il suo successore Leone X permise la venerazione pubblica della reliquia nel 1513. Il resoconto data la bolla al 12 marzo; una fonte turistica regionale indica il 14 aprile. Poiché le date sono discordanti, questa pagina usa l’anno senza affermare un giorno certo.
03
Una devozione che continua
Il santuario di Ludbreg rimane meta di pellegrinaggio. Nel 2011 la Santa Sede nominò un inviato pontificio per la chiusura delle celebrazioni del 600º anniversario. Il riconoscimento di un pellegrinaggio e della sua storia non è un risultato scientifico moderno sulla sostanza nel calice. Il permesso della Chiesa per la venerazione pubblica appartiene al racconto; non va presentato come una nuova certificazione vaticana di ogni dettaglio dell’evento.
Fonti e credito fotografico
Arcidiocesi di Zagabria, resoconto della devozione a Ludbreg
Sala Stampa della Santa Sede, inviato pontificio per il 600º anniversario
Revisione editoriale del 29 settembre 2026. Raccolta devozionale indipendente. Non affiliata all’Associazione Carlo Acutis.
